Ala Città di Velluto

Il borgo, antico centro di preziosi velluti, rievoca quel secolo d'oro con figuranti in abito barocco, spettacoli, visite e tantissime attività suggestive e coinvolgenti

Ogni estate, dalla fine degli anni 90, Ala rievoca i fasti di quel suo secolo d'oro, fra Sei e Settecento, quando il borgo era un centro di importanza europea nella produzione di preziosi velluti. Durante l'intero weekend dell'evento “Città di Velluto” (nel 2019 la ventiduesima edizione dal 12 al 14 luglio) i palazzi barocchi del centro storico si aprono alle visite, mentre centinaia di figuranti in costumi d'epoca trasformano le vie e le piazze in un palcoscenico, e nelle corti e nei giardini si ripropongono le attività del passato unitamente alle specialità gastronomiche e ai vini del territorio (tra cui spicca il rinomato Marzemino).

Una manifestazione che celebra la creatività del passato ma con un occhio anche al presente. Nel 2019 per esempio il tema “Baroccheggiando. Meraviglia e divertimento tra musica e teatro” è stato scelto anche con l'idea di offrire anche uno sguardo sulla creatività artistica contemporanea con una reinterpretazione dell’immaginario barocco attraverso le arti performative, la musica e il teatro. Si spiega così che il piatto forte di “Ala Città di Velluto” sia un'importante mostra fotografica della designer olandese Suzanne Jongmans, che ricrea i ritratti della grande arte del Sei e Settecento vestendo i suoi modelli con moderni materiali di riciclo o da imballaggio, dai fogli di plastica al polistirolo.  Impossibile restare indifferenti di fronte a questi elaboratissimi ritratti, esposti nel barocco Palazzo de’ Pizzini. La Jongmans, fra abilità e provocazione artistica, davanti al suo obiettivo ricostruisce minuziosamente gli abiti e le fogge in voga fra Cinque e Settecento, i merletti e i velluti indossati nei quadri di maestri della pittura olandese e fiamminga come Van Dyck, Holbein, Rembrandt, Vermeer, Van der Weyden. Impossibile anche, come sollecita a fare la Jongmans, non riflettere sulla differenza fra il passato, quando un abito e un tessuto prezioso venivano gelosamente conservati e tramandati, e il presente, dove l'industria della moda impone di sbarazzarsi assai presto di quanto si indossava la stagione precedente. “L'uso del materiale residuo”, spiega infatti la designer olandese, “è una reazione al presente e al consumo di massa che ci circonda. Per esempio, la maggior parte delle persone butta via la gomma piuma, ma io, come i bambini, ci vedo un diamante grezzo”.

Ala Città di Velluto però non è solo questo. Nel centro storico affollato da figuranti in abito barocco si susseguono infatti anche animazioni, laboratori e giochi per bambini, spettacoli con artisti di strada, concerti, rappresentazioni teatrali. Nel cartellone 2019 per esempio figurano un omaggio a Caravaggio con 23 “quadri viventi” ispirati a suoi capolavori; un concerto dei Rondò Veneziano, famoso gruppo musicale che già dagli anni ’80 reinterpreta la musica barocca; la performance “Butterfly” che l'artista serba Biljana Bosnjakovic dedica alla trasformazione del baco da seta in abito barocco; lo spettacolo itinerante “Tozzabancone & Fittifitti” in ricordo del ciclo pittorico che il Tiepolo dedicò a Pulcinella; la fiaba “Hansel e Gretel” che La Piccionaia racconta con la tecnica del Silent Play, un sistema audio con cuffie senza fili; infine un adattamento barocco itinerante di “Romeo e Giulietta” di Shakespeare, che il Teatro Stabile di Verona mette in scena fra i saloni e il giardino di un palazzo.

Maggiori informazioni sull'evento sono disponibili sul sito dedicato, mentre la valorizzazione dell'arte del velluto e della città viene svolta con grande passione ed entusiasmo dai volontari dell'Associazione culturale Vellutai Città di Ala.



Testo: Roberto Copello - Foto: pagina facebook Associazione Culturale Vellutai Città di Ala (immagine di testata e ultima del testo), pagina facebook Città di Velluto (figuranti a metà pagina), Comune di Ala (ensemble clarinetti)

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