Assaggiando i Necci di Giorgio, tradizionali o innovativi, sempre con passione

Dai dintorni di Collodi, Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, fino a Firenze, come un giovane intraprendente sta realizzando il suo sogno

La fantasia e la capacità di inventare e reinventare è sicuramente un comune denominatore diffuso nell’area di Collodi, Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, frazione di Pescia e patria di Pinocchio.

Ne è un esempio l’attività di Giorgio Filippelli, originario di questi luoghi e di professione necciaio, vale a dire produttore di “necci”, la versione povera del pane, fatti rigorosamente solo con acqua e farina di castagne.

"I necci erano tradizionalmente la base dell’alimentazione delle zone montane del pistoiese, della Svizzera Pesciatina, della Garfagnana e dell’Abetone - ci racconta - laddove era più difficile trovare la farina di grano, ma dove invece abbondavano le castagne."
La produzione di farina a partire da questi frutti tipicamente autunnali è prerogativa, a macchia di leopardo, di molte zone dell’appennino tosco-emiliano, proprio per la massiccia presenza di alberi di castagne.
Il neccio però è una declinazione tipica delle zone di Pescia: ha l’aspetto di una crêpe, cotta tra due lastre roventi, dette “testi”.



Spiega ancora Giorgio: "La ricetta classica consiste in una semplice ma consistente farcitura di ricotta, a sua volta il prodotto caseario più semplice e modesto. Decido di recuperare questa tradizione gastronomico-culinaria, condendola con un pizzico di innovazione e riadattandola alla tendenza contemporanea della diffusione dello street-food."

Nasce così l'idea di farsi necciaio ambulante, creando una startup che ha lo ha portato, con la sua postazione mobile, a fare riscoprire innanzitutto a Firenze, questo classico sia nella versione più semplice con la ricotta, sia in diverse variazioni come ad esempio pecorino e guanciale, prosciutto o completamente vegano con verdure e creme vegetali. Il neccio è anche adatto ai celiaci, in quanto la farina di castagne è priva di glutine.
"La postazione è pensata nel totale rispetto della sostenibilità ed è a impatto zero, valori a cui tengo molto: è infatti con una bicicletta che diffondo i necci, nel totale rispetto per l’ambiente."

La passione che Giorgio mette nella sua attività è evidente dalle sue parole e dai suoi racconti e lo ha anche portato a raggiungere un grande traguardo: "È infatti iniziata da qualche mese una collaborazione con Eataly che ci ha offerto un pop-up all'interno del negozio di Firenze. Una grande soddisfazione e un'iniezione di fiducia a conferma della bontà della strada intrapresa, ma anche una grande responsabilità per adeguarsi a standard elevati e una palestra utilissima per migliorare."

Per sapere di più sulle attività, gli eventi a cui partecipa, i valori, la storia del Necciaio, ci sono il sito e le pagine Facebook e Instagram.

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Testo: Nicola Patruno - Foto: Cesura / Luca Santese  e pagina Facebook Necciaio (ultime due foto nel testo)

Articolo realizzato nell’ambito del progetto RESTA! –finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale del Terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese-Avviso n.1/2018