Borghi per una gita fuori porta

Suggerimenti di visita per scoprire piccole località eccellenti poco distanti dalle città

Per un weekend fuori porta nei pressi di grandi città, sono vari i borghi Bandiera arancione che offrono molti spunti per organizzare una visita alla scoperta di luoghi magari poco noti ma ricchi di storia, cultura, arte e natura, che hanno un’offerta enogastronomica straordinaria.

I 6 borghi elencati di seguito sono ideali per programmare un fine settimana o anche solo una gita in giornata: basta poco per allontanarsi dagli affollati centri urbani per ritrovarsi nella quiete di un borgo medievale, per immergersi nella natura oppure per scoprire antiche tradizioni o per gustare prodotti locali dal gusto autentico.
 

MANIAGO (circa 25 km da Pordenone)

La località sorge nella piana ai piedi delle Prealpi Carniche, che si estendono alle spalle dell'abitato. Il paesaggio presenta ambienti molto diversi tra loro, che comportano una grande varietà di flora e fauna. Nella parte settentrionale del Comune si estendono boschi di querce, castagni, faggi, acacie e aceri, con un rigoglioso sottobosco, mentre nella zona meridionale si trova l'area protetta dei Magredi per organizzare trekking nei boschi a contatto con la natura.
Fin dal Quattrocento, Maniago è conosciuta per l'arte fabbrile, che l’ha resa nota come “città del coltello”. Dal 1998 è stato aperto il Museo dell'arte fabbrile e delle coltellerie che espone al pubblico macchinari, utensili, prodotti finiti e documenti relativi alla storia e alla cultura del borgo. La strategica posizione di Maniago lungo la pedemontana del Friuli Occidentale ha sempre permesso alla cittadina di svolgere un ruolo importante nell’arco della storia. Numerose le prove che documentano sul territorio la presenza dei Romani: monete, lapidi con iscrizioni e il tracciato della strada che da Concordia arrivava a Maniago per poi proseguire verso le montagne, salendo dal versante meridionale del San Lorenzo. Frammenti scultorei della città, databili all'VIII secolo, testimoniano inoltre il passaggio dei Longobardi.
Da vedere: il Duomo, eretto nel 1488 insieme alla torre campanaria posteriore alla chiesa. Da assaggiare:  il prodotto tipico della località, la Pitina, una deliziosa polpetta che si ricava dall’impasto misto di erbe aromatiche e carne di maiale o cervo, capra o pecora. Info sulla località




COCCONATO (circa 30 km da Asti e 45 da Torino)

Il borgo sorge nelle colline astigiane, in posizione un po' appartata, ed è conosciuto come la “riviera del Monferrato”, grazie al particolare microclima in tutte le stagioni. Le vigne oggi spoglie dopo la vendemmia e i campi arati di fresco fanno da sfondo al campanile e alla Torre merlata, scelta da Napoleone Bonaparte come sede di una stazione del telegrafo ottico per collegare Parigi con Milano e Venezia. Nel periodo medievale Cocconato fu il centro principale del feudo imperiale dei Radicati sino al 1586.
Il borgo è noto  perché qui, dal 1970, si organizza il Palio degli Asini (a settembre), una fiera medievale che si conclude con una corsa molto particolare di asini, che nel 2003 è entrata nella ristretta cerchia delle manifestazioni riconosciute dalla Federazione Italiana Giochi Storici. Qui, sempre a settembre, si svolge "Cocco Wine", rassegna enogastronomica in occassione della quale la località si trasforma in un grande banco d’assaggio di vini e prodotti gastronomici locali (tra cui spicca la Robiola, formaggio grasso a pasta cruda e molle).
Cocconato è un piccolo ma vivace borgo che merita una visita in tutte le stagioni: vanta  un centro storico tra i meglio conservati e restaurati dell’astigiano che si snoda dalla centrale e vivace piazza Cavour, animata da caffé, ristoranti e negozi di prodotti tipici; antiche case con balconi dalle ringhiere in ferro battuto e portoncini in legno scolpito; il Palazzo Comunale del XV secolo, il monumento più significativo della località e raro esempio di architettura civile in stile gotico del Monferrato. Info sulla località



 

FRONTINO (circa 40 km da Urbino, 55 km da Rimini e 60 km da Pesaro)

Piccolissimo borgo delle Marche (è il più piccolo Comune della Provincia di Pesaro e Urbino), parte della regione storica del Montefeltro, il suo territorio è inserito nell'area protetta del Parco naturale del Sasso Simone e Simoncello. Arroccato su uno sperone roccioso che domina tutta la valle del Mutino, l'affascinante borgo conserva intatto l'aspetto medievale.
Località di interesse storico culturale per via delle sue origini di derivazione romana che risalgono all'antico Castrum Frontini ma anche perché nel 1305 divenne dominio dei Brancaleoni di Castello per poi essere restituito nel 1355 alla Santa Sede. Arrivando nella piccola cittadina l’impatto visivo è stupendo: le strade e le piazze sono lastricate di ciottoli di sassi di fiume, fiori e piante lungo le case a schiera. Le torri e una possente cinta muraria ricordano le origini di questo borgo castello. Il silenzio che aleggia nell’aria crea una sottile sensazione di una realtà diversa, quasi fantastica, che rinfranca lo spirito.
Luogo suggestivo da vedere è senza dubbio il Mulino di Pontevecchio, circondato da querce secolari. Da visitare nei pressi anche il Convento di Montefiorentino, uno dei più grandi delle Marche, con ampi spazi interni e oltre 10 ettari di terreno, adibiti a parco e area sportiva. Info sulla località



 

MONTONE (circa 40 km da Perugia)

Comune della provincia di Perugia, in Umbria, si erge sulla parte più alta di un colle. Il paese ha origine medievale e le tracce di quel periodo si possono trovare ovunque, dalla cinta muraria agli edifici sacri e a quelli profani. Il paesaggio è autentico e plasmato dall’uomo nel corso dei secoli ma la corona boschiva di latifoglie che circonda e fornisce protezione all’intero centro abitato è rimasta immutata dal medioevo.  
Montone ha dato i natali ad Andrea Fortebracci, il più celebre condottiero e capitano di ventura del suo tempo, ritratto in azione in numerose tele di Paolo Uccello. Grazie al suo coraggio creò nei primi decenni del XV secolo uno Stato autonomo in Italia centrale che fu uno dei più audaci tentativi di creare uno Stato indipendente dal potere dello Stato Pontificio. La più visibile testimonianza sono i ruderi della Rocca di Braccio, imponente e squadrato castello utilizzato dal condottiero. La Rocca è affiancata dalla bellissima Casa del Conte Fortebracci, un edificio di grandissima fattura con una torretta laterale, dalla quale si può ammirare lo spettacolo delle mura del borgo e ciò che resta della Rocca. Info sulla località



 

BOVA (circa 60 km da Reggio Calabria)

Piccolo borgo, Bova è considerato la capitale della cultura greca in Calabria. Arroccato sul versante orientale dell'Aspromonte, a 915 m. di altezza, occupa una bellissima posizione panoramica. Secondo la leggenda Bova fu fondata da una regina greca che, sbarcata lungo la costa, sarebbe risalita verso l'interno e fissato la sua residenza sulla cima del colle di Bova. Tuttavia Bova ha origini molto più antiche, come testimoniano i ritrovamenti di armi silicee e schegge di ossidiana dell'epoca neolitica. Le costruzioni del paese si alternano ad ammassi rocciosi e aree verdi che conferiscono a tutto il paese un’aria molto rustica e ricca di storia che si fonde perfettamente con il paesaggio circostante.
In cima al Monte Rotondo si erge il suggestivo Castello Normanno. Il maniero è in parte scavato nella roccia con gli ambienti divisi su tre livelli. Intorno al castello è nata la leggenda dell’Orma della Regina. Su un macigno, tra le rovine del maniero, è ancora visibile l’orma del piede di una donna. La leggenda vuole che sia appartenuto alla Contessa Matilde di Canossa e, secondo un'altra leggenda, se il piede di una fanciulla avesse combaciato perfettamente con quello della Regina la roccia si sarebbe aperta facendo scoprire a quest’ultima il tesoro custodito.
Con gli ingredienti semplici ma dai sapori decisi della tradizione agro-pastorale, qui si gustano piatti prelibati da innaffiare con il vino tipico della zona, la IGT Palizzi. Tipica è la lestopitta, una frittella di farina e acqua, fritta nell'olio e mangiata calda. Info sulla località



 

PETRALIA SOTTANA (circa 100 km da Palermo)

Immerso nel Parco delle Madonie, il paese è collocato in una posizione strategica dal colpo d’occhio alquanto impattante. Un paesino che sembra di cartapesta appoggiato delicatamente sul versante di una collina dominata dalla struttura imponente della Chiesa Madre, il tutto con le vette delle Madonie a fare da sfondo. Il paesaggio è un misto tra collina e montagna: qui si trovano estese formazioni boschive di faggi, querce e di conifere alternate ad ampie zone destinate al pascolo e alla coltivazione.
A partire dal III secolo a.C., con la conquista romana, Petralia divenne centro di rilievo come presidio militare e mercato agricolo, come testimoniano diversi scritti dell'epoca e da alcuni ritrovamenti archeologici. Con la conquista araba venne ribattezzata "Batarliah" e divenne importante piazzaforte strategica che ospitava un mercato, un castello, una chiesa ed una moschea e con grande abbondanza di risorse idriche.
La principale attrazione del paese è senza dubbio l’imponente Chiesa Madre intitolata a Maria Assunta, che fa risalire le sue origini al Cinquecento. L’intero complesso è completamente stuccato con motivi barocchi e decorato con i colori del cielo per far riferimento all'Assunzione. La chiesa conserva un notevolissimo tesoro, comprendente opere di oreficeria e argenteria medievali, barocche e neoclassiche tra cui un candelabro arabo inciso a mano.
Tante le attività possibili: itinerari culturali e religiosi ma anche percorsi sportivi e naturalistici; numerosi gli eventi in calendario. Da segnalare la Festa dei Sapori Madoniti d'Autunno, quest'anno dal 27 al 29  ottobre,  che rappresenta un vero e proprio viaggio nei sapori, arricchito da musiche e spettacoli.  Info sulla località


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