Che cosa mangiare ad Almenno San Bartolomeo

Formaggi, salumi, polenta... e molti piatti della valle Imagna

È di Almenno San Bartolomeo il bar che nel 2018 è stato premiato come Bar dell'Anno da illycaffè in occasione della presentazione della Guida Bar d'Italia del Gambero Rosso. Il premio, giunto alla diciassettesima edizione, è andato al bar La Pasqualina, locale che ha le sue origini nella locanda per i cacciatori fondato nel 1912 da Piero Daina e Pasqualina Locatelli e che il bisnipote Riccardo Schiavi ha portato all'eccellenza, soprattutto per quanto riguarda i gelati e la pasticceria, tanto da aprire sedi anche a Bergamo e a Porto Cervo.

Almenno San Bartolomeo però è anche porta d'ingresso alle prelibatezze gastronomiche della Valle Imagna, che ha i suoi punti di forza nei formaggi, nei salumi e nella selvaggina. Tra i formaggi, particolare menzione merita lo stracchino, che alcune azienda ancora preparano all'antica, con latte crudo (lo stracchino delle valli orobiche è presidio Slow Food), ma si producono anche delicati caprini fatti con latte di capra e apprezzate formaggelle di alpeggio, prodotte esclusivamente con latte di mucche di razza Bruno Alpina della Valle. E poi si potrebbero aggiungere ricotte e yogurt, taleggio e quartirolo, sempre ottenuti da latte delle mucche locali.

Fra i salumi, in zona si producono salami, cotechini, pancette, prosciutti, salamelle, lonza. E i piatti tradizionali? Ci sono i casonsei o casoncelli, sorta di ravioli che possono essere di magro ma che nella Bergamasca si preparano anche ripieni di carne suina e bovina, insaporiti con amaretti, uvetta, pera e scorza di limone. E poi, naturalmente, c'è la polenta, emblema della tavola orobica, l’alimento che ha sfamato generazioni di bergamaschi, specie nelle valli: gialla e compatta, da cucinare in un paiolo di rame posto possibilmente sul fuoco a legna, d tagliare a fette, da condire con burro e formaggio fuso, o da accompagnare a funghi, brasato, cervo, “codeghì” o cotechino bergamasco.

Più tipici della Valle Imagna sono invece altri piatti come il coniglio alle erbe o il cervo in salmì. Non tutti lo sanno, ma le colline della Valle Imagna ben si prestano anche alla coltivazione della vite, e a produrre un ottimo vino rosso come il Valcalepio DOC, dal colore rosso rubino, con un intenso profumo di amarena e un sapore asciutto che si abbina alla perfezione con i formaggi e i salumi locali. E, naturalmente, con la polenta.

Testo di Roberto Copello; per le foto, si ringraziano bar La Pasqualina; slowfoodvalliorobiche.it (in alto e al centro); Getty (polenta).

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