Che cosa mangiare a San Casciano dei Bagni

I pici, naturalmente: quegli spaghetti tipici, lunghi e irregolari, fatti a mano e protagonisti di una bellissima sagra

A fine maggio ormai da circa mezzo secolo a Celle Sul Rigo, frazione di San Casciano dei Bagni, si svolge la Sagra dei Pici, piatto tipico della zona che rispecchia una tradizione dalle radici contadine antichissime.

Iniziata nel 1969 per inizativa della Società Filarmonica di Celle sul Rigo, la sagra è dedicata a quegli spaghetti tipici toscani, lunghi e irregolari, fatti a mano con farina, acqua e sale, senza uova: i pici erano un tempo la pasta “povera” di tutti i giorni nelle campagne senesi, mentre solo alla domenica la sfoglia era preparata con le uova. Una specialità che sarebbe di origine etrusca, se si dà retta a chi sostiene che sono rappresentati già in una tomba di Tarquinia, nel vassoio che un servo tiene in mano.

La sagra ha inizio la sera dell'ultimo venerdì di maggio, prosegue nella serata del sabato per continuare tutta la domenica. Protagonista è naturalmente la pasta fresca, dove ogni singolo spaghetto è fatto a mano dalle donne del paese, che stendono i pici uno a uno sulla spianatoia di legno passandoli nella farina di mais per non farli attaccare.

I pici vengono conditi con una grande varietà di sughi, dal sugo di carne al sugo al ragù d’anatra, ma il più tipico condimento è il sugo all'aglione, una varietà di aglio autoctona dal sapore meno marcato e più delicato, che viene unito a olio d'oliva, peperoncino, conserva e pomodoro.

Oltre ai pici, la sagra è un'occasione per fare la conoscenza degli altri piatti tipici della zona di San Casciano dei Bagni. Il menù di questa tre giorni propone anche carne alla brace, “buglione” di agnello, crostini di ogni tipo, caldi e freddi, e poi “principi” con i fegatini su fettine di pane tostate e bagnate nel brodo. Il tutto innaffiato da vino Chianti dei Colli Senesi. E per dessert? Dolce semplice e assai tipico sono le “ciaccette”, assai diffuse nella bassa Toscana. Si tratta in sostanza pezzi di pasta di pane stesa e fritta, condita con lo zucchero. Un'alternativa più semplice ai notissimi cantucci da inzuppare nel Vinsanto.

Al di là della Sagra, la cucina del territorio è comunque ricca e varia, fra tagliatelle, lasagne al forno, ravioli con la ricotta, gnocchi al sugo, minestre di ceci con i tagliolini, arrosti misti, sformati di carciofi e fagiolini. Non può mancare il pecorino. E poi, meglio se in tempo di Carnevale, va assolutamente assaggiato il ciaffagnone, un po' frittella un po' rustica crêpe, preparata mescolando farina, acqua, uovo e poco sale. A San Casciano il Martedì grasso lo si prepara per strada con padelle a manico lungo, lanciandolo in aria e riprendendolo al volo. Quando è dorato al punto giusto, tradizionalmente lo si accompagna con formaggio pecorino, anche se ormai è facile vederlo condire con zucchero o nutella.

Testo di Roberto Copello; per le foto, si ringraziano sancascianobagni.com (in alto) e Trattoria la Baracchina (pici al sugo all'aglione).

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