Il WiMu, Museo del Vino di Barolo

Innovativo, sorprendente, tutto da visitare

Tre anni di studi scientifici e studi di fattibilità, che hanno coinvolto trenta esperti e studiosi per la progettazione e la definizione dei contenuti. Quindi tre anni di lavoro per realizzarlo e inaugurarlo nel settembre 2010, in 2mila metri quadrati di superficie totale sui cinque piani del Castello Falletti di Barolo. Infine, ben 180 etichette in degustazione e in vendita nell'Enoteca regionale del Barolo, per la gioia e il piacere di circa 45mila visitatori all'anno, che negli storici ambienti di tinaggio trovano anche il Tempio dell'Enoturista, dedicato al mondo sensoriale.

Numeri che danno un'idea di che cosa sia il WiMu (sigla che sta per WineMuseum), il più innovativo museo del vino in Italia e tra i più importanti al mondo, allestito in un castello dalla storia millenaria secondo il progetto del famoso architetto e scenografo svizzero François Confino, che lo ha pensato come un viaggio interattivo ed emozionale nella cultura e tradizione del vino, attraverso storia, arte, cinema, musica, letteratura e cucina.

“Ho visitato diversi musei dedicati al vino nel mondo”, ha spiegato Confino, al quale si devono, a Torino, l'allestimento nel 2000 alla Mole Antonelliana del Museo Nazionale del Cinema e nel 2011 il riallestimento del Museo Nazionale dell'Automobile. “Nessuno di essi però racconta la dimensione straordinaria e culturale del vino. E per me, invece, era fondamentale creare un percorso di visita poetico. Non un luogo dove si apprende come si fa il vino, ma un luogo che parli del rapporto tra noi e "lui"”. Il percorso di visita è strutturato come una discesa in profondità nella cultura del vino: la suggestione di addentrarsi nei misteri e nei miti del frutto di Bacco corrisponde alla sensazione fisica di raggiungere il cuore del castello Falletti, seguendo il percorso di visita che procede dalla terrazza panoramica al terzo piano del castello fino alle antiche cantine, cuore dell'edificio, dove a metà Ottocento nacque il vino Barolo. Il percorso discendente di sala in sala si snoda fra luce e buio, suoni e colori, video e meccanismi che il visitatore deve azionare per farsi “raccontare” il vino.

All'inizio del percorso è la natura ad essere protagonista, poi il percorso conduce alla scoperta del vino nella storia e nell'arte, in cucina e nel cinema, nella musica e nella letteratura, nei miti universali e nelle tradizioni locali. Non manca un omaggio al castello e ai personaggi illustri che lo hanno abitato: gli ultimi marchesi Falletti di Barolo, Carlo Tancredi e sua moglie Juliette Colbert, più nota come Giulia di Barolo, ma anche Silvio Pellico, uno dei protagonisti del Risorgimento italiano che qui abitò. Infine il percorso si conclude incontrando il vino vero e proprio, nell'Enoteca Regionale del Barolo dove sono rappresentati gli 11 paesi delle Langhe in cui si produce il Barolo.

Testo di Roberto Copello; per le foto, si ringrazia WiMu, sito web www.wimubarolo.it. 

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