Maurizio e la Camosciara, ecoturismo e piante aromatiche per innamorarsi del Parco Nazionale d’Abruzzo

A Civitella Alfedena, borgo Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, una cooperativa, mille attività e servizi

«Il parco fa parte di me fin da quando ero bambino, farlo diventare anche un lavoro è stata una scelta naturale». Maurizio Caniglia è tra i fondatori della Camosciara, la cooperativa agricola e di ecoturismo, diventata da anni un’istituzione di Civitella Alfedena, borgo medievale Bandiera Arancione del Touring Club Italiano nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo e punto di partenza per l’esplorazione delle meraviglie di questa terra.

L’avventura di Maurizio e dei soci fondatori è iniziata nel 1999 in seguito a una lunga battaglia legale che ha opposto, per quasi trent’anni, il Comune di Civitella Alfedena e la Provincia de L’Aquila relativo a un progetto per la realizzazione di impianti sciistici e di una strada asfaltata. Un anno prima della costituzione della cooperativa la sentenza definitiva bloccò il traffico motorizzato sulla strada consegnando al Comune le competenze su quel territorio. «Io fino ad allora facevo tutt’altro – racconta Maurizio – Lavoravo come geometra per una società di Milano che aveva in appalto i lavori per la ricostruzione dopo il terremoto del 1984. Quando l’azienda mi chiese di girare l’Italia per seguire altri progetti mi ritrovai a un bivio. Alla fine vinse l’amore per questa terra». La vittoria del Comune sulla speculazione e la nuova forza che quella sentenza diede a un’idea di Parco più autentico fu insomma decisiva. «Insieme ad altri due amici – ricorda Maurizio – costituimmo questa cooperativa. Io ero geometra, un altro muratore, un altro elettricista, nessuno aveva esperienza diretta nel lavoro per il Parco. La nostra esperienza era quella di giovani che avevano passato la vita tra i boschi e gli scenari magici di questo posto».

La cooperativa prese in gestione alcuni servizi del parco in questa zona: il parcheggio, che tiene le auto lontane dai sentieri, la manutenzione dell’area pic-nic, il trenino panoramico, il servizio di noleggio biciclette e, naturalmente, le escursioni. «È stata una scelta imprenditoriale certo, ma innanzitutto è stata una scelta di vita. Ho magari rinunciato a soldi in più ma ho guadagnato il privilegio di poter vivere tutti i giorni immerso in questo scenario, la possibilità di incontrare gli orsi e i lupi che condividono con noi i boschi, emozioni che nessuna moneta può comprare. Molto lo devo anche a mio suocero che ha fatto la guida nel Parco per oltre 40 anni e con la sua sapienza e i suoi racconti mi ha fatto conoscere e amare sempre più il nostro territorio».

I servizi della Camosciara negli anni si sono poi ampliati, arrivando a comprendere le attività didattiche e il servizio veterinario. Fino all’ultima scommessa: la coltivazione. L’amore di Maurizio per queste valli, i suoi animali, le sue piante, lo ha portato anche a sfidare l’altitudine e seminare piante aromatiche. «Abbiamo iniziato a coltivarle circa tre anni fa. È una grande sfida perché il terreno è a 1.200 metri di altitudine, ma è anche molto gratificante vedere poi il frutto del nostro lavoro». Il campo si trova su un ex terreno agricolo lungo il Tratturo Pescasseroli-Candela, il percorso che seguivano i pastori durante la transumanza e che oggi è diventato uno dei ritrovi preferiti dei cervi del Parco. «Ci coltiviamo il timo, l’origano, alcuni tipi di menta, la malva, la melissa, il finocchietto selvatico e l’immancabile genziana. Il campo non subisce alcun tipo di trattamento, è biologico di suo, anche le erbacce le togliamo noi a mano».

Un piccolo scrigno di profumi e colori in un angolo nascosto del bosco, protetto dalla curiosità e dalla fame degli animali selvatici con una recinzione fornita direttamente dal Parco. «L’unica che riesce a superarla è una lepre che ha capito come passarci al di sotto e qualche volta capita di vederla mentre rosicchia della malva, ma non è un gran problema, anzi è bello averla come “cliente”». Le erbe che vengono raccolte vengono in parte utilizzate per aromatizzare le grappe (la Camosciara vende grappe al timo, all’elicriso, all’origano, al ginepro), in parte fatte essiccare per diventare aromi alimentari e tisane. La genziana invece, come in tante case abruzzesi, viene utilizzata per creare il tipico liquore, immancabile ingrediente finale di ogni cena che si rispetti da queste parti. Ultima nata di questa “costola agricola” della cooperativa è l’apicoltura che permette una piccola produzione di miele millefiori.

Ma siccome Maurizio e la sua cooperativa, proprio come gli animali che attraversano questi boschi, non stanno mai fermi, hanno messo in campo anche un’altra iniziativa: la formazione dei volontari del Parco, giovani e non che ogni anno chiedono di trascorrere un periodo di tempo, lavorando, immersi nella meraviglia della natura . «Ci occupiamo di fargli conoscere il Parco per davvero, con l’esperienza diretta. In particolare facciamo fare loro delle esperienze di gestione dell’orto, tra le quali anche una visita notturna, per farsi incantare dai profumi che nel buio sono ancora più intensi».

Per scoprire le tante attività della Camosciara si può visitare il sito della cooperativa, per conoscere invece la produzione e la disponibilità dei distillati e delle erbe aromatiche c’è la pagina Facebook.

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Testo: Luca Tavecchio  - Foto: La Camosciara