Rocca Pietore, un'estate di vacanze e quiete dopo la tempesta

Il borgo è rifiorito dopo la furia di Vaia e si prepara all'estate con trekking, cultura e l'arte dell'accoglienza

Rocca Pietore fino allo scorso autunno era un tranquillo borgo veneto della val Pettorina, ovvero foreste, fiumi e paesini guardati a vista da giganti dolomitici come la Marmolada e il Civetta. Poi in una settimana è cambiato tutto. Una tempesta di vento e pioggia si è abbattuta sul Triveneto e ha devastato ettari di alberi.

I meteorologi l’hanno chiamata Vaia, e insieme a molti enti di ricerca ne stanno indagando le cause, dagli interventi predatori dell’uomo sul territorio ai più generali cambiamenti climatici. Ma chi si sta facendo carico della ricostruzione e della ricucitura del territorio è la sua comunità, che vive e lavora e che in attesa delle risposte del mondo scientifico si sta occupando di rimettere in sesto il territorio per rilanciarne l’economia e la capacità di accoglienza.  

L’inverno alle spalle e una primavera fredda e bizzosa ci fanno desiderare ancora di più una assolata estate dolomitica. A rassicurare chi vuole scoprire o riscoprire la Marmolada e le sue valli, partendo proprio dal borgo di Rocca Pietore è Amina de Biasio, del Consorzio Turistico della Marmolada.

 

 

Dopo i danni della tempesta, ci sono ancora ferite aperte intorno a Rocca? 

“La tempesta Vaia ha sicuramente inferto un colpo duro alle strutture e all’economia della valle. Ma non sul nostro morale, che è rimasto alto e che ci ha sostenuti in tutto l'inverno nel sistemare i danni alle case e alle altre infrastrutture, dalle strade asfaltate agli sterrati ai sentieri.  

I Serrai di Sottoguda sono chiusi e rimarranno chiusi almeno fino a fine 2019. Purtroppo ancora molti sentieri minori sono in fase di sistemazione, e onestamente il meteo e la burocrazia non sono proprio clementi. Ma non ci perdiamo d’animo e possiamo affermare con certezza che appena il tempo ci darà un po’ di tregua, torneranno percorribili i principali itinerari turistici”.

 

 

Siamo contenti di apprenderlo. Dove potremo allora camminare nella prossima estate?

“Di sicuro sul sentiero CAI 610 che porta da Malga Ciapela al rifugio alpino Falier. Possiamo aggiungere che il sentiero alternativo che porta dal borgo di Sottoguda a Malga Ciapela, rimanendo sopra i Serrai, è stato sistemato dai volontari del borgo, che armati di buona volontà hanno tagliato gli alberi caduti e ne hanno fatto delle bellissime panchine lungo il sentiero per fermarsi a riposare o a contemplare la natura. Poi c’è il tour che segue il perimetro del lago di Alleghe. Per questo ci vorranno ancora lavori minori per sistemarlo, ma già ora è percorribile senza particolari problemi.

 

 

Saliamo in quota. La Marmolada è di certo la montagna più conosciuta nonché il cuore della vostra offerta turistica. Qual è la situazione degli impianti di risalita?

“Le famiglie, gli amanti del trekking e dell’escursionismo in altura non devono preoccuparsi. La Marmolada non solo sarà avvicinabile, ma avremo tutte le accortezze per offrire le opportunità di scoprirla o ritrovarla in tutta la sua bellezza.

Gli impianti di risalita non hanno subito danni, e verifiche e controlli sono già stati ultimati per la stagione invernale. Quindi per l'estate si potrà salire a Punta Rocca in Marmolada per ammirare il panorama dal punto più alto delle Dolomiti, visitare il Museo Grande Guerra Marmolada che è il museo più alto d'Europa, visitare la Grotta della Madonna consacrata da Papa Giovanni Paolo II o la zona monumentale sacra di Serauta.
 

Altri impianti che saranno aperti sono la Seggiovia Padon (su cui si possono trasportare le mountain bike) che porta all'omonimo passo, da cui parte la ferrata delle trincee o vari itinerari in quota (dove non ci sono alberi né caduti né in piedi) e si ha una vista spettacolare sul ghiacciaio della Marmolada.

 

 

Ci sono esperienze da non mancare a Rocca Pietore e sul suo territorio?

“Di certo da non perdere è la visita al Museo sulla Grande Guerra al passo Fedaia e la funivia nostalgica dei Pian dei Fiacconi.

Per la frazione di Laste, sarà possibile fare il trekking che porta alla Malga Laste e ammirare spettacolari panorami su Pelmo e Civetta da un punto di vista privilegiato, oltre che assaggiare i pluripremiati prodotti caseari della malga: latte, yogurt e formaggi davvero memorabili.

Stiamo lavorando inoltre alla progettazione di un'offerta di turismo esperienziale esclusivo e non presente nelle zone circostanti. Un esempio? Un bagno sonoro con campane tibetane all'interno di un fienile fienile tipico a Sottoguda, frazione di Rocca Pietore, Bandiera arancione Tci. Saranno naturalmente attive le botteghe artigiane del ferro battuto e del legno a Sottoguda, fiore all'occhiello non solo di Rocca Pietore ma di tutto l'Agordino!".

*Testi di Fabrizio Milanesi