Camerino

SCOPRI TUTTE LE
INFO

La si vede quasi con meraviglia, uscendo dai monti, sul cocuzzolo d’un colle eminente, isolato. Dove l’occhio s’aspetterebbe di trovare un gruppo di pecore o un ciuffo d’alberi, si vede sorgere, solitario, una specie di castello con mura molto alte e irregolari sormontate da edifici pietrosi non troppo fitti di finestre, sormontati a loro volta da absidi e torri. Niente la annuncia intorno, né borgate né orti né osterie rumorose. Terminano i campi arati, s’alzano quelle mura silenziose, con cinque porte, quasi tutte ad arco, dai grossi cardini ancora infissi.  Un forestiere che salisse tra la nebbia se la troverebbe davanti come un’apparizione. La città non dà confidenze alla campagna, anche il suo profilo lontano esprime un destino di signoria.

(Tratto dall’articolo “Camerino” di Ugo Betti pubblicato sulla ‘Gazzetta del popolo’ del 14 agosto 1934)

Di origine umbra, municipio romano con propri magistrati, Camerino (m. 670 s.l.m.) è sede vescovile già nel 465. Capoluogo di ducato longobardo, di contea e marca franche, si affaccia precocemente alla vita comunale. Distrutta nel 1259 dall’esercito di Manfredi, la città risorge ad opera della famiglia dei da Varano, che si manterrà al potere su un vasto territorio fino al 1539 dopo aver raggiunto la corona ducale. Al centro della zona montana della provincia di Macerata, la città di Camerino domina dalla sommità del colle la grande conca “camertina” delimitata a sud-est dal massiccio dei Sibillini. Le bellezze naturali, i monumenti artistici, le tradizioni culturali – la città ha dato vita alla più significativa scuola pittorica delle Marche ed è sede dal Medioevo di una delle più prestigiose Università italiane (UNICAM) – e le prelibatezze gastronomiche, fanno di Camerino (Bandiera Arancione del TCI dal 2009) una meta di singolare attrattiva.

La Città di Camerino sta fronteggiando la grave emergenza legata alla crisi sismica dell’agosto-ottobre 2016.

Nonostante tutto nell'ottobre del ottobre 2017 è stata riaperta al pubblico la chiesa del Seminario Arcivescovile di Camerino, unica chiesa agibile dell’intera città, dove sono conservate ed esposte al pubblico quattro opere fra le più rappresentative della produzione figurativa camerte (dalla quattrocentesca statua lignea della Madonna della Misericordia alla pala del Tiepolo del 1740). E’ esposta anche l’opera più emblematica e significativa per Camerino, l’Annunciazione di Giovanni Angelo d’Antonio, manifesto più sorprendente del Quattrocento marchigiano.

Il vicino deposito attrezzato “Venanzina Pennesi” raccoglie e permette di ammirare i capolavori del territorio salvati dalla rovina, compreso il busto "Urbano VIII" del Bernini e il dipinto “Giulia da Varano bambina” che il 23 novembre 2019 è ritornato in città dopo essere stato trafugato nel 1980 dalla Pinacoteca civica.

Nel dicembre 2019, grazie all’intervento di recupero della Fondazione Arvedi Buschini di Cremona, è stata riaperta al culto in tutto il suo splendore la Basilica di San Venanzio martire, danneggiata dal terremoto del 2016. Dell’edificio precedente, eretto nel sec. XII su area di chiesa paleocristiana in zona cimiteriale, il sisma del 1799 risparmiò la facciata dei secc. XIV-XV e l’abside con cripta. Luigi Poletti nella prima metà dell’Ottocento erigeva, tra i resti, navate neoclassiche e camuffava il prospetto con pronao. Splendidi il portale (metà XIV s.) e le sculture della lunetta che richiamano l’arte di Andrea Pisano e del figlio Nino. All’interno si può ammirare la statua argentea del santo (1764), la pala del Turchi, le belle sacrestie e il museo. Nella cripta sono conservate l’urna argentea (XIII s.) e l’arca del santo (XIV s.).

E’ possibile visitare anche Palazzo Castelli (viale Giacomo Leopardi) e Palazzo Sabbieti (piazza dei Costanti) di proprietà dell’Università, il Planetario Unicam allestito nel Convento San Domenico e l’Orto Botanico “Carmela Cortini” dell’Ateneo istituito nel 1828 da Vincenzo Ottaviani, medico pontificio e professore di botanica e chimica presso l’Università. Esteso per circa un ettaro si trova 27 metri più in basso rispetto al piano cittadino, condizione obbligata dalla particolare configurazione urbana della città. All’Orto si accede dalla base delle mura. La parte in pendio, a ridosso del palazzo ducale, è caratterizzata dalla presenza di grandi alberi. Più in basso, delimitano i sentieri siepi di bosso che congiungono i vari settori dell’Orto. Nella parte pianeggiante del giardino sono coltivate numerose specie erbacee e arbustive, disposte in aiuole di forma rettangolare. Un vasto settore è destinato alla coltivazione di piante medicinali e alcune grandi aiuole rocciose ospitano molte specie della flora di alta quota dei Monti Sibillini e di altri massicci montuosi dell’Appennino centrale. Nel giardino si trovano anche alcune vasche e fontane con piante acquatiche ed in una di esse, di forma rotonda, nel 1995 è stata collocata un’opera dello scultore Gino Marotta dal titolo “Universo vegetale”.

Si offre come piacevole oasi di verde la Rocca borgesca, posta sull’orlo di un precipizio, che fu fatta erigere da Cesare Borgia su disegno di Ludovico Clodio nel 1503 per controllare la città dal versante sud-ovest: i torrioni cilindrici e il possente mastio sono begli esempi di architettura militare del primo Rinascimento. La fortezza venne in seguito restaurata da Giovanni Maria Varano che, solo a un anno dall'aggressione del Valentino, era riuscito a riprendere la città di Camerino. Inizialmente la Rocca era divisa dalla città per mezzo di uno strapiombo e poteva essere raggiunta soltanto attraverso un ponte levatoio. L'avvallamento fu definitivamente riempito nel Seicento. Durante l'occupazione tedesca della seconda guerra mondiale, la fortezza venne adibita a sede del comando nazista. Sulla spianata interna sorge ancora parte della struttura del convento francescano di San Pietro in Muralto del 1300.

Merita una visita l’Archivio di Stato sezione di Camerino che conserva materiale documentario risalente al 1207.

Monastero di Santa Chiara: si tratta di una sede provvisoria realizzata in legno dopo il terremoto di due anni fa in attesa del recupero dell’adiacente e antico complesso in cui vivevano le Clarisse. Nella chiesa viene custodito nuovamente in una teca il corpo della mistica Santa Camilla di Camerino, morta il 31 maggio 1524, che fu badessa del monastero, ed il crocifisso ligneo dell’Indivini.

Convento di Renacavata. A poca distanza dalla città si trova la chiesa con annesso convento dei Padri Cappuccini, Ordine fondato proprio a Camerino. La chiesa fu eretta nel 1530 su un precedente eremo abbandonato per volontà della duchessa Caterina Cybo. Nel refettorio vi sono stalli settecenteschi. La Chiesa preesistente all'arrivo dei Cappuccini conserva sull'altare maggiore la terracotta policroma recentemente attribuita a Santi Buglioni (1494-1575), raffigurante la Vergine col Bambino con accanto S. Francesco che indossa l'abito dei Cappuccini originalmente di color cenere e non marrone come è attualmente. Presenta anche un interessante tabernacolo ligneo (1686) a forma di tempio barocco realizzato dal cappuccino Francesco Liberato da Macerata. Il Museo raccoglie oggetti concernenti la storia dell'ordine dei Cappuccini tra cui notevoli sono i reliquiari seicenteschi in legno. Il convento di Renacavata di Camerino è strettamente legato agli inizi dell´ordine cappuccino, anche se non si sa molto dei primi sviluppi del convento e della chiesa di Renacavata. Da questo primo convento, l´Ordine si estese ben presto in tutta Italia e successivamente in tutto il mondo.

Nel Sottocorte Village, inaugurato l’8 dicembre 2018 nella zona del quartiere San Paolo, sono presenti gli storici negozi del centro cittadino. Alcuni di essi propongono prodotti tipici locali di produzione propria. Un centro commerciale particolare e all’avanguardia, che coniuga l’innovazione architettonica con la tradizione della piccola bottega, in cui permane il rapporto di fiducia tra cliente e negoziante e la qualità del prodotto di nicchia. Lo spazio accoglie iniziative ed eventi culturali.

ValliCenter ospita una selezione di attività commerciali che hanno qui trovato collocazione subito dopo gli eventi sismici del 2016. Qualità dei servizi, cortesia e prelibetezze gastronomiche nel quartiere Vallicelle, con un occhio rivolto verso la città ducale.

Il Camper Service di via Macario Muzio si trova immerso in un ambiente naturale di gradevole impatto e di comodo accesso alla città. Dati tecnici: Superficie area: mq 780,00. Superficie area pic-nic con tavoli e panche: mq 300,00. Numero Piazzole: n. 8. Pozzetto di scarico (libero): n. 1. Scarico cassette estraibili (libero): n. 1. Colonnina rifornimento acqua (libera): n. 1. Colonnina: n. 6 prese di corrente 220 V (a pagamento € 1,00 per 4 ore). Servizi igienici: n. 2. Docce calde: n. 2. Lavelli separati per stoviglie: n. 1. Illuminazione: presente. Casetta in legno per informazione: presente. Cartello toponomastica: presente. Contenitori per la raccolta differenziata: presenti. Coordinate GPS Google Earth: N 43° 08’ 12.5” E 13° 04’ 00.2”

La Contram S.p.A. ha installato (in via le Mosse 19/21 a Camerino) una ciclostazione e-bike sharing, con 12 biciclette elettriche a pedalata assistita al fine di integrare la mobilità del territorio al Comune di Camerino (bici@contram.it tel 0737 63401 numero verde 800 037 37).

Maggiori informazioni sul borgo sono disponibili qui

Comune di Camerino, Ufficio Cultura

Via Le Mosse, 19 - 62032 Camerino MC

Tel. +39 0737 632440

www.comune.camerino.mc.it

cultura@comune.camerino.mc.it

 

Associazione Turistica “Pro Camerino” / IAT Informazione Accoglienza Turistica Camerino

Sottocorte Village, Via Vincenzo Ottaviani - 62032 Camerino (MC)

Tel/Fax +39 0737 632534

Cell. +39 345 8855294

www.proloco.camerino.sinp.net

proloco@comune.camerino.mc.it

Orario aperura: dal mercoledì alla domenica dalle 10 alle 13 e dall 16.30 alle 19.30

“A Camerino il turista è supportato nella visita di punti di interesse storico-culturale e nella ricerca di numerose strutture ricettive e ristorative grazie a un sistema di segnaletica di indicazione molto efficiente. Questa località si segnala per un ricco calendario di manifestazioni ed eventi, durante i quali è possibile visitare e apprezzare le ricchezze storico-culturali. Inoltre, notevole attenzione viene data anche alla tutela dell’ambiente, come dimostra l’elevata percentuale di raccolta differenziata.” Paolo, ghost visitor TCI

Auto: 
Da Roma, Firenze, Napoli >> A1 fino ad Orte, si prosegue per Terni, Spoleto, Foligno quindi si prende la SS77 in direzione Macerata. Dopo l’abitato di Bavareto di Serravalle di Chienti girare a sinistra e proseguire per 10 Km fino alla frazione Morro e poi Camerino. Da Bari, Bologna >> A14 fino a Civitanova. Superstrada 77 fino a Sfercia. Proseguire per 9 Km fino a Camerino.
Treno: 
Linea Roma-Ancona coincidenza a Fabriano per Castelraimondo; Linea Lecce-Milano coincidenza a Civitanova Marche per Castelraimondo; Linea Firenze-Foligno coincidenza a Foligno per Fabriano (linea Roma-Ancona) e successivamente per Castelraimondo. Dalla stazione di Castelraimondo, coincidenza pullman per Camerino (parcheggio meccanizzato collegato a piazza Cavour)
Aereo: 
Aeroporto "Raffaello Sanzio" - Falconara (AN)
Altro: 
In autobus: Autolinea CONTRAM S.p.A.: da ROMA – da PERUGIA – da TERNI