Visso

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Adagiato in una conca dell’alta valle di Nera, Visso è un piccolo borgo dalla storia ricca e antica, grazie anche alla sua posizione strategica sulla via di collegamento tra Camerino e Foligno (e quindi Roma).

COSA VEDERE

Il centro storico, purtroppo gravemente danneggiato dal sisma del 2016, è protetto da mura fortificate e conserva un aspetto medioevale, con case basse e strette. Nel cuore del paese, si apre la scenografica piazza Martiri Vissani, circondata da un omogeneo complesso di costruzioni quattro-cinquecentesche. Sulla piazza prospetta anche il fianco della collegiata di Santa Maria, fortunatamente rimasta in piedi: di forme romanico-gotiche, costruita nel XII secolo e rimaneggiata ampliamente nel ‘200 e nel ‘300, presenta un interessante portale con un’Annunciazione affrescata da Paolo da Visso nella lunetta.
Sulla sinistra della collegiata sorge l’ex chiesa di Sant’Agostino (XIV secolo) che ospita il Museo-Pinacoteca civico e diocesano, con circa 200 opere provenienti da alcune chiese del territorio. L’edificio ospitava anche il Museo dei manoscritti di Giacomo Leopardi, dove si conservano gli originali di sei idilli, tra i quali il celeberrimo Infinito. Ora i manoscritti sono custoditi a Bologna.
Da non perdere, è il Santuario della Madonna di Macereto, fortunatamente illeso, che si erge in una suggestiva solitudine su di un altopiano del versante occidentale dei Monti Sibillini: secondo la tradizione popolare, la decisione di costruirlo risalirebbe al 12 agosto 1359, quando un mulo che trasportava una statua della Madonna, giunto sin qui, si rifiutò di proseguire. L’edificio attuale, dalle nobili linee bramantesche, fu eretto tra il 1528 e il 1538 ed ancora oggi stupisce per le perfette linee rinascimentali e lo stupendo contesto paesaggistico nel quale è immerso: un luogo ideale, per ritemprare lo spirito e la mente.

A causa del sisma del 2016, suggeriamo di verificare lo stato delle zone e l'agibilità dei monumenti.

“La località, immersa nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, si distingue per le ricchezze ambientali e storico-culturali continuamente valorizzate. Il Comune, prima di essere colpito dal terremoto del 2016, offriva nel suo centro storico omogeneo e tipico, un’ampia varietà di botteghe dove era possibile acquistare prodotti agroalimentari tipici locali.” Elsa, ghost visitor TCI

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